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  • Alessandro Mariotti Osteopata

L'osteopatia nel trattamento del Parkinson

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio. In Italia si stima un numero tra le 250-500 mila persone. La malattia è presente in tutto il mondo ed in tutti i gruppi etnici. Si riscontra in entrambi i sessi, con una lieve prevalenza, forse, in quello maschile. L'età media di esordio è intorno ai 58-60 anni.


La malattia di Parkinson si manifesta quando la produzione di dopamina nel cervello cala consistentemente a causa dellla degenerazione neuronale in un'area chiamata Sostanza Nera. Le cause di questa degenerazione non sono ancora note, anche se ci sono ipotesi di un’origine multifattoriale della malattia, in cui interagiscono componenti ambientali e genetiche. Possibili fattori eziologici sono ereditarietà, lesioni cerebrali, infezioni, neurotossine endogene, fattori ambientali e alterate pressioni geniche.


Il trattamento manipolativo osteopatico si è visto utile secondo alcuni studi nel migliorare l’andatura, la propriocezione e la funzione motoria, in particolare nel breve periodo. Prendere in considerazione l’osteopatia può rivelarsi uno strumento utile poiché non presenta effetti collaterali importanti noti, essendo manuale, e non sovraccaricando la persona con un ulteriorre terapia farmacologica

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“L'obiettivo del medico deve essere quello di trovare la salute. Tutti sono capaci di trovare la malattia” Inizio questo post con una citazione del Padre Fondatore dell’osteopatia, Andrew Taylor Still